Accusata di aver ucciso Stefania Camboni, 58 anni, con almeno 15 coltellate, è stata fermata Giada Crescenzi, 30 anni, nuora della vittima. La donna è sospettata di aver agito nella notte, mentre la suocera dormiva. A incastrarla, secondo gli inquirenti, sarebbero state alcune ricerche sospette trovate nel suo cellulare: “Come togliere il sangue dal materasso” e “come avvelenare una persona”.
La mattina del delitto, è stato il figlio della vittima, compagno di Giada, a trovare il corpo. Rientrato dal lavoro, ha notato la porta di casa aperta e ha svegliato la fidanzata. Insieme hanno scoperto il corpo di Stefania, disteso sul letto. Il racconto fornito dalla coppia, però, ha mostrato alcune incongruenze, spingendo gli investigatori a concentrarsi su Crescenzi.
Giada si dichiara innocente. Il suo legale, l’avvocato Annamaria Anselmi, afferma che la giovane era andata a dormire presto, come ogni sera, con i tappi nelle orecchie e che ha saputo dell’omicidio dal compagno. Le ricerche online, spiega la difesa, erano legate a motivi banali: una per le mestruazioni, l’altra per eliminare erbacce dal giardino.
Gli investigatori non si dicono convinti. Stanno vagliando l’ipotesi che Crescenzi abbia simulato una rapina, visto che l’auto della vittima è stata trovata contro una grata divelta e il portafogli in strada. Emergono anche segnali di un possibile conflitto familiare: su alcuni gruppi Facebook Giada cercava con urgenza una nuova casa. «Dormiamo per terra, basta una cucina e un bagno. Aiutateci», scriveva solo pochi giorni fa.
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