in

Il re del millefoglie di Roma non paga gli stipendi: gli ex dipendenti

Nuovi e pesanti guai giudiziari travolgono una delle pasticcerie più note della Capitale. Nei giorni scorsi, i Carabinieri hanno effettuato un blitz mirato all’interno del locale Cavalletti di viale Parioli (uno dei 13 punti vendita della catena), portando alla luce una serie di gravi irregolarità. Durante i controlli, eseguiti con il supporto dei Nas, dell’Ispettorato del lavoro e dei tecnici di Areti, le forze dell’ordine hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica attivo da marzo 2022. L’amministratrice della società è stata denunciata per furto aggravato di energia (con un danno stimato di 360.000 euro), mentre l’ispezione ha fatto emergere anche pessime condizioni di conservazione del cibo e la presenza di una lavoratrice non assunta regolarmente.

Le contestazioni delle autorità non hanno affatto sorpreso i tanti lavoratori passati per la holding romana. Nelle ultime ore, numerosi ex dipendenti (tra cui baristi, cassieri e pasticcieri) hanno deciso di rompere il silenzio, raccontando una dura realtà quotidiana fatta di contratti incerti e conti mai saldati. Secondo le testimonianze raccolte, il personale di Cavalletti era spesso costretto a turni massacranti dalle 7 del mattino fino alle 23, per poi doversi mettere in fila alla cassa sperando di ricevere la paga giornaliera. Molti di loro denunciano arretrati che variano dai cinquemila ai diecimila euro, accumulati mentre assistevano impotenti al continuo viavai di clienti illustri, politici e calciatori che affollavano i locali del brand.

Il modus operandi dell’azienda si basava su una complessa e articolata ragnatela societaria. Stando ai racconti, la proprietà (che detiene anche il marchio della storica salumeria Ricci a Vigna Stelluti) spostava continuamente un bacino fisso di lavoratori da un negozio all’altro in base alle necessità del momento. Per evitare le dimissioni del personale non retribuito, i responsabili proponevano spesso riassunzioni fittizie con paghe maggiorate per assorbire i vecchi arretrati, salvo poi bloccare nuovamente i pagamenti. Una situazione talmente insostenibile da coinvolgere persino i fornitori esterni, costringendo in alcuni casi gli stessi dipendenti ad anticipare il denaro di tasca propria per non lasciare i punti vendita sprovvisti di merce.

Seguici su Instagram per altri contenuti 🧡

30enne nel Tevere, si lancia dal Ponte Marconi: codice rosso

Pasqua a Roma tra mostre, parchi e fioriture: ecco tutti gli eventi