Il cuore della 76enne (identificata con le iniziali C.E.) ha smesso di battere dopo quattro giorni di agonia. I medici dell’ospedale San Camillo hanno tentato l’impossibile per salvarla dopo la caduta nel Tevere, ma le sue condizioni, già disperate al momento del ricovero, si sono aggravate irrimediabilmente nella notte di ieri, 19 febbraio. La tragedia si chiude così nel peggiore dei modi per l’anziana donna, residente nello storico quartiere di Trastevere.
La dinamica della caduta, ora più chiara, conferma l’ipotesi del gesto estremo. Secondo le indagini, lunedì mattina la donna si è lasciata cadere volontariamente nelle acque da Ponte Sisto. Un turista ha assistito impotente alla scena e ha lanciato immediatamente l’allarme agli agenti della Polizia Locale. Da quel momento, la forza della corrente l’ha trascinata per chilometri, facendola restare in balia delle acque gelide per circa quaranta interminabili minuti prima dell’intervento dei soccorritori.
La macchina dei soccorsi ha dovuto operare in condizioni di massima allerta. Lunedì 16 febbraio, infatti, il Tevere registrava una forte ondata di piena a causa delle piogge, con banchine chiuse e divieto assoluto di accesso alle golene. I Vigili del Fuoco e il nucleo sommozzatori hanno prima avvistato il corpo all’altezza dell’Isola Tiberina, riuscendo infine a intercettarla e issarla sul gommone solo a Ponte Marconi. Purtroppo, nonostante le manovre rianimatorie immediate e la corsa a sirene spiegate in ospedale, i danni fisici riportati si sono rivelati fatali.
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