La polizia di Stato ha messo i sigilli a un noto locale romano. Il provvedimento ha colpito la discoteca Santana Zazzà in via della Penna. Ci troviamo proprio nel cuore del centro storico della Capitale. I gestori avevano annunciato sui social una chiusura per puro rinnovamento. La realtà dei fatti è però decisamente e profondamente diversa. Gli agenti della divisione amministrativa della questura hanno ispezionato la struttura. I poliziotti hanno proceduto a un immediato sequestro di natura preventiva. Il locale presentava infatti gravissimi abusi edilizi nei suoi spazi interni. Inoltre, c’erano pesanti violazioni della severa normativa contro gli incendi. Infine, mancavano totalmente i permessi obbligatori per l’attività di discoteca.
Il locale era regolarmente pubblicizzato online come un ristorante con piano-bar. In effetti, la struttura possedeva le autorizzazioni per la ristorazione. I titolari potevano tranquillamente somministrare alimenti e bevande ai propri clienti. Tuttavia, la situazione cambiava drasticamente una volta terminata la cena. Il ristorante si trasformava magicamente in una vera e propria discoteca. La polizia ha deciso di intervenire per accertare queste gravi irregolarità. Gli agenti hanno fatto irruzione proprio nel bel mezzo di una serata. All’interno del locale c’erano ben centotrenta persone intente a ballare in pista. Le forze dell’ordine hanno dovuto interrompere immediatamente la festa abusiva. Tutti i clienti sono stati fatti uscire per ragioni di sicurezza.
L’ispezione è scattata dopo un’attenta analisi della pagina social del locale. I controlli hanno fatto emergere numerose e preoccupanti difformità strutturali. I proprietari avevano ricavato abusivamente un bagno in un’area destinata a spogliatoio. Inoltre, i locali di servizio erano totalmente pieni di materiali accatastati. Le docce per il personale erano state trasformate in guardaroba per i clienti. La situazione peggiore riguardava però le fondamentali uscite di emergenza. Secondo le indagini dei poliziotti, queste erano pericolosamente ostruite da alcuni arredi. Sia la moquette che i divani presenti in sala non erano affatto ignifughi. Tutte queste gravi e ripetute contestazioni hanno portato alla chiusura immediata. Gli agenti hanno quindi apposto i sigilli alla nota struttura romana.
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