Roma torna al centro del cinema italiano. La 70ª edizione dei David di Donatello, ospitata negli Studi di Cinecittà, ha celebrato numerosi artisti nati nella Capitale, premiati per talento e originalità. Tra i più acclamati c’è Margherita Vicario, romana, che vince il David come miglior regista esordiente con Gloria!, commedia musicale ambientata in un collegio femminile di inizio Novecento. L’opera, accolta con entusiasmo anche al Festival di Berlino, segna un esordio brillante. Vicario, cantautrice e attrice, debutta dietro la macchina da presa con uno stile fresco e incisivo. Un successo che ribadisce la centralità di Roma nel rinnovamento del cinema d’autore al femminile.
Altro trionfo romano: Elio Germano, premiato come miglior attore protagonista per Berlinguer – La grande ambizione. L’interpretazione del segretario del PCI ha convinto per intensità e rigore. Germano, veterano dei David, rafforza il suo ruolo nel cinema di impegno civile. Applausi anche per Ornella Muti, insignita del David Speciale alla carriera. L’attrice ha ricordato gli esordi con Monicelli e Damiani, ringraziando “Roma, città madre e musa”.
Il film Vermiglio di Maura Delpero ha vinto miglior film e regia. A Berlinguer vanno anche i premi per Roberto Citran, attore non protagonista. Valeria Bruni Tedeschi trionfa per L’arte della gioia, mentre Martina Scrinzi ottiene il titolo di miglior attrice protagonista. Il David Giovani va a C’è ancora domani di Paola Cortellesi, già protagonista nel 2024. Come miglior film straniero, premiato Anora di Sean Baker. Infine, omaggio a Sergio Mattarella, premiato per “l’impegno verso la cultura e il cinema italiano”.
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