Durante la finale di Coppa Italia tra Bologna e Milan, disputata mercoledì sera allo stadio Olimpico, i tifosi milanisti— sistemati eccezionalmente nel settore Curva Sud, casa storica del tifo romanista — hanno lasciato un segno indegno: numerosi seggiolini vandalizzati, con scritte offensive come “Romanista infame” e “Roma m***”, tracciate con bombolette spray, e danni provocati da fumogeni e materiali pirotecnici. Alcuni sedili sono stati addirittura bruciati.
Le immagini hanno fatto rapidamente il giro dei social, suscitando rabbia e indignazione tra i tifosi della Roma. L’episodio ha spinto le autorità a intervenire rapidamente: verranno sostituiti tutti i seggiolini danneggiati entro domenica, giorno della partita di Serie A tra Roma e Milan. La società rossonera, nel frattempo, rischia una pesante sanzione economica per quanto accaduto. Le operazioni di ripristino sono già partite nella giornata di giovedì. Il caso ha riportato a galla vecchie ferite mai rimarginate. Da sempre, tra la tifoseria della Roma e quella del Milan c’è una forte rivalità. Una rivalità macchiata dal sangue: il 16 giugno 1989, il tifoso romanista Antonio De Falchi, appena diciottenne, venne ucciso fuori da San Siro, vittima di un agguato degli ultras rossoneri. Un episodio che ha segnato profondamente il tifo giallorosso e che viene ricordato ogni anno con commozione e rabbia.
Anche domenica, all’Olimpico, la Curva Sud renderà omaggio a De Falchi con striscioni e cori. Lo stadio sarà tutto esaurito, pronto a colorarsi di giallorosso per una partita decisiva in ottica europea. Il club, tramite i suoi canali, ha condannato gli atti vandalici e promesso massimo impegno nel ripristinare il decoro del settore. Roma-Milan sarà molto più di una sfida calcistica: sarà un nuovo capitolo di una lunga storia fatta di passione, rivalità e memoria.
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