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Quella volta che la salma di un papa rischiò di cadere nel Tevere

Papa Pio IX aveva chiesto di essere sepolto a San Lorenzo Fuori le Mura, in una semplice urna di pietra senza monumenti, per una spesa non superiore a 2.150 lire dell’epoca. Inizialmente, per evitare disordini, venne tumulato provvisoriamente a San Pietro. Solo nel 1881 si decise di rispettare le sue ultime volontà.

Nella notte tra il 13 e il 14 luglio 1881, il trasferimento della salma di Papa Pio IX da San Pietro alla Basilica di San Lorenzo Fuori le Mura venne funestato da gravi incidenti. Per motivi di sicurezza, vista la forte tensione politica dopo la nascita del Regno d’Italia, il corteo venne organizzato di notte. Nonostante queste precauzioni, un gruppo di anticlericali attaccò il convoglio funebre mentre attraversava il Ponte di Castel Sant’Angelo, al grido di “Al fiume! Al fiume!”. Solo l’intervento delle Guardie svizzere e delle forze dell’ordine riuscì a evitare che la bara venisse gettata nel Tevere.

L’attacco al corteo provocò la durissima reazione di Papa Leone XIII, che accusò il governo di non aver tutelato il trasferimento e minacciò di spostare la Santa Sede a Vienna o Madrid. L’incidente venne superato grazie a una presa di distanza ufficiale da parte del governo. Oggi, il corpo di Pio IX riposa nella cripta sotto l’altare maggiore di San Lorenzo Fuori le Mura, dove i fedeli possono ancora rendergli omaggio.

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