A Roma il caldo estremo arriva anche al Colosseo e diventa motivo di protesta. Il 17 agosto i dipendenti di Ales SpA, società in house del ministero della Cultura che opera all’interno dell’Anfiteatro Flavio, incroceranno le braccia. Al centro dello sciopero ci sono le condizioni di lavoro durante le giornate più torride dell’estate. I dipendenti denunciano da mesi i problemi legati allo stress termico e considerano insufficienti le misure adottate finora. Secondo quanto raccontato da un lavoratore, sarebbero arrivate soltanto una macchina per il ghiaccio e alcune fascette sportive rinfrescanti. Per il personale non basta. La protesta, organizzata dalle sigle Usb Lavoro Privato e Usb Pubblico Impiego Mic, punta quindi a ottenere interventi immediati e soluzioni strutturali per chi lavora ogni giorno all’interno di uno dei monumenti più visitati di Roma.
A complicare la situazione c’è anche l’enorme numero di visitatori che attraversa quotidianamente il Colosseo. Secondo quanto denunciato dai lavoratori, nelle giornate più affollate si arriverebbe tra le 3.500 e le 3.800 persone, a fronte di un limite indicato di 3.200 ingressi. Il personale deve controllare i flussi, assistere i turisti, vigilare sulle aree e intervenire in caso di necessità. Diverse mansioni si svolgono nelle zone maggiormente esposte al sole. I lavoratori sostengono di dover restare nelle proprie postazioni anche quando le temperature superano i 40 gradi. Una situazione che, secondo i sindacati, aumenta il rischio legato allo stress termico. Le richieste sarebbero già state portate all’attenzione di Ales e del Parco archeologico attraverso incontri, comunicazioni e presidi. La mobilitazione del 17 agosto rappresenta dunque un nuovo passaggio della vertenza.
Lo sciopero al Colosseo non riguarda però soltanto l’emergenza caldo. Usb chiede anche un confronto più diretto con l’azienda sul riconoscimento dei propri rappresentanti sindacali nei luoghi di lavoro. Nel volantino della protesta, i lavoratori sottolineano inoltre le difficoltà di chi opera all’aperto durante estati sempre più calde. La mobilitazione potrebbe avere conseguenze sui servizi all’interno del monumento nella giornata del 17 agosto, anche se nel testo di partenza non vengono indicate nel dettaglio eventuali modalità di accesso o riduzioni delle attività. Al centro resta la richiesta di maggiori tutele per chi lavora nel settore dei beni culturali e del turismo. Una questione particolarmente sentita a Roma, dove monumenti e siti archeologici continuano ad accogliere migliaia di visitatori anche nelle giornate segnate dalle temperature più elevate.
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