Martedì sera, intorno alle 21, un passante ha notato un corpo galleggiare nel Tevere, vicino a via Palgrande a Fiumicino, quasi all’altezza della foce. Ha chiamato subito il numero di emergenza e i carabinieri del comando provinciale di Roma sono arrivati poco dopo per avviare le indagini.
Il cadavere galleggiava in un tratto di fiume vicino a cantieri nautici, una zona isolata e priva di illuminazione. Secondo i primi rilievi, si tratterebbe di una donna, probabilmente di origine africana, ipotesi basata sul colore della pelle. Non portava con sé documenti o effetti personali.I carabinieri hanno recuperato il corpo e lo hanno portato all’Istituto di medicina legale del Verano per i rilievi. I medici proveranno a identificarla tramite le impronte digitali e altri esami forensi. Le forze dell’ordine, intanto, non escludono nessuna ipotesi: dal suicidio a un possibile gesto violento.
Gli investigatori stanno anche analizzando le denunce di scomparsa registrate nelle ultime settimane e stanno controllando le telecamere presenti nella zona. Resta da chiarire se la donna sia entrata in acqua proprio lì o se la corrente abbia trasportato il corpo per chilometri. Il Tevere ha restituito un’altra storia sospesa. Resta da scoprire chi fosse quella donna e cosa l’abbia condotta fino a quel tratto di fiume, solitario e silenzioso.
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