Roberta e Sara, con la loro bambina tra le braccia, non hanno più bisogno di passare dai tribunali. Da ieri sono legalmente genitori entrambe, grazie alla firma del sindaco Roberto Gualtieri che ha registrato sei atti di nascita per figli di coppie omogenitoriali. Il gesto arriva dopo la sentenza storica della Corte costituzionale del 22 maggio, che riconosce il diritto del bambino nato con procreazione assistita ad avere due madri. “Siamo sempre state una famiglia, ma oggi lo siamo anche per la legge”, ha detto Roberta, emozionata.
La cerimonia in Campidoglio ha coinvolto cinque coppie di mamme e sei bambini nati con PMA all’estero, visto che in Italia è ancora vietata alle coppie di donne. Prima della sentenza, solo gli atti di nascita esteri potevano essere trascritti. Ora, con questo primo passo, Roma si conferma prima grande città italiana ad applicare la decisione della Consulta, “sanando un’ingiustizia”, come ha sottolineato il sindaco. Gualtieri ha chiesto al governo una circolare attuativa per dare omogeneità alle pratiche: “La sentenza è chiara, ora tocca allo Stato adeguarsi”.
Ma la battaglia per i diritti non si ferma. Sara e Roberta lo sanno bene: “Pensiamo anche alle famiglie con due papà, a cui ancora oggi manca un riconoscimento pieno”. Intanto, la piazza del Campidoglio ha celebrato con lacrime e brindisi. Tra applausi e bottiglie di spumante, c’erano genitori, nonni e amici. Una festa che anticipa un Roma Pride 2025 più felice e consapevole, come ha dichiarato Marilena Grassadonia, delegata ai diritti LGBTQ+: “Oggi vince l’amore e il coraggio di chi ha lottato per arrivare fin qui”.
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