Dopo l’attacco di Israele all’Iran, è scattato l’allarme sicurezza anche a Roma. Il prefetto Lamberto Giannini ha convocato un vertice d’urgenza con le forze dell’ordine e ha disposto un rafforzamento immediato delle misure antiterrorismo. Sotto sorveglianza ci sono il Ghetto ebraico, le sedi diplomatiche, gli uffici culturali, le catene commerciali e le compagnie aeree. Il tavolo di coordinamento, attivo da venerdì, resterà operativo per valutare ulteriori aggiornamenti. All’incontro ha partecipato anche il direttore centrale della polizia di prevenzione Lucio Pifferi, segno della particolare delicatezza della situazione.
I reparti antiterrorismo già in azione sul territorio hanno ricevuto nuove indicazioni. Nella Capitale esistono oltre 4.000 obiettivi da proteggere, di cui 400 considerati prioritari. Già in mattinata, la Questura aveva avviato un focus su vari fronti, intensificando indagini e vigilanza. La Prefettura ha poi confermato l’innalzamento del livello di sicurezza, che riguarda in particolare i luoghi collegati alla comunità ebraica e le zone sensibili già oggetto di controlli negli ultimi mesi. Tra le aree critiche, anche quelle che hanno ospitato manifestazioni pro Gaza e proteste recenti, come la tappa del Giro d’Italia a Caracalla.
La sicurezza a Roma resta una priorità, già al massimo livello dal 2015, ma ulteriormente rafforzata dopo la strage di Hamas del 7 ottobre e le tensioni in Libano. “Ho parlato con il presidente della Comunità ebraica Victor Fadlun per condividere le preoccupazioni sull’escalation in Medio Oriente – ha dichiarato il prefetto Giannini – e ho garantito il massimo impegno per proteggere tutti i cittadini”. Le forze dell’ordine continueranno a monitorare ogni evoluzione, pronte ad agire.
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