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Roma, allerta massima dopo lo guerra Usa-Iran: ecco i siti sensibili

Dopo l’attacco degli Stati Uniti ai siti nucleari in Iran, anche a Roma sono aumentate le misure di sicurezza. I sistemi di allerta sono stati aggiornati in automatico e la sorveglianza è cresciuta attorno agli obiettivi sensibili, in particolare quelli americani e israeliani. Tra i punti sotto controllo ci sono l’ambasciata Usa in via Veneto, i siti religiosi israeliani e tutta l’area vaticana. Il piano di sicurezza, attivo dal 7 ottobre 2023, resta al massimo livello. Ieri mattina, le forze dell’ordine hanno rafforzato il dispositivo già previsto per il Corpus Domini, celebrato con la processione del Papa Leone XIV da San Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore, seguita da 20.000 fedeli.

Durante l’evento, la sicurezza è stata garantita da agenti in borghese, Polizia di Stato, carabinieri e Polizia locale. I varchi in piazza San Giovanni erano attivi con metal detector e la viabilità è stata gestita con percorsi alternativi. Il Giubileo dei governanti ha richiesto una presenza ancora più ampia di personale per l’ordine pubblico. Intanto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha riunito le intelligence e le strutture di cybersicurezza per aggiornare i piani di prevenzione.

In tutta Italia sono oltre 29.000 gli obiettivi sensibili monitorati. Di questi, 4.400 si trovano a Roma: ambasciate, caserme, sedi istituzionali, centri commerciali e infrastrutture critiche. Per lo Stato di Israele si controllano 402 siti, di cui 64 in forma fissa. L’attenzione resta alta anche in vista del Giubileo di Tor Vergata, dove sono attese milioni di persone e dove è già attivo un sistema con no fly zone e controlli ad ogni ingresso.

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