Tornano a crescere i casi di scabbia nelle scuole di Roma, con nuove segnalazioni in diversi istituti della Capitale e della provincia. L’ultimo episodio è stato registrato all’istituto magistrale Gelasio Caetani di viale Mazzini, dove la scuola ha informato famiglie e personale attraverso una circolare ufficiale. Nelle ultime settimane sono emerse situazioni simili anche in altri plessi scolastici tra Roma e area metropolitana, riaccendendo l’attenzione su un fenomeno in aumento.
Tra i casi più recenti, uno è stato segnalato all’istituto comprensivo Raffaello in via Capograssi, mentre altri due episodi risalgono a fine gennaio all’istituto comprensivo di Tolfa, nei plessi di Allumiere. Segnalazioni anche ad Anzio, presso il liceo artistico e linguistico Pablo Picasso. In tutti i casi, le scuole hanno attivato le procedure indicate dalle Asl: controlli sanitari, sanificazione degli ambienti e invito alle famiglie a monitorare eventuali sintomi come prurito o lesioni cutanee. La scabbia si trasmette infatti attraverso contatti prolungati e ravvicinati, motivo per cui gli ambienti scolastici risultano particolarmente sensibili alla diffusione.
Il dato più preoccupante riguarda l’andamento generale nel Lazio: dal 2024 si è registrato un aumento del 750% dei casi rispetto al periodo pre-Covid, con focolai non solo nelle scuole ma anche in ospedali e strutture sanitarie. Secondo i dati dell’ospedale Bambino Gesù, solo nel 2024 sono stati curati oltre 100 minori, con nuovi casi anche nei primi mesi del 2025. La scabbia, causata da un acaro, provoca prurito intenso e irritazioni cutanee, ma è facilmente trattabile se diagnosticata in tempo. Intanto cresce l’attenzione nelle scuole romane, dove si punta su prevenzione e informazione per evitare ulteriori contagi.
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