«Attenzione, ci sono cento borseggiatori a bordo». Questo l’annuncio, sorprendente e diretto, che un macchinista ha fatto in interfono sulla linea A della metropolitana di Roma, proprio durante la fermata alla stazione Termini, mentre molti turisti si dirigevano verso San Pietro in vista del conclave per l’elezione del nuovo Papa. Le parole hanno lasciato sbalorditi pendolari e viaggiatori, tanto che alcuni si sono subito affrettati a controllare zaini e borse. La frase, pronunciata con tono ironico, ha in realtà messo in evidenza un problema ben noto a chi frequenta la metro: la presenza continua di gruppi di borseggiatori.
Il tema è diventato ancora più attuale dopo un fatto di cronaca avvenuto pochi giorni prima. Sabato sera, un uomo è morto travolto da un treno nel tratto tra le stazioni Cinecittà e Anagnina. La polizia ha trovato il corpo all’interno della galleria, dopo che il macchinista di un convoglio aveva segnalato la presenza del cadavere intorno alle 20:40. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima, di origine sudamericana, potrebbe essere stato un borseggiatore in fuga, come ipotizzato dagli inquirenti. Pochi minuti prima del tragico evento, testimoni avevano sentito urla che lasciavano pensare a una lite.
Il corpo non aveva documenti, e il volto era irriconoscibile per il forte impatto. Il Pubblico Ministero ha disposto l’esame del DNA per identificarlo. Intanto, gli investigatori stanno cercando le due persone che lo inseguivano, visibili nel video di sorveglianza acquisito dalle telecamere Atac.
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