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Agente penitenziario minaccia la moglie: “Se ti uccido non mi fanno nulla”, condannato

CARCERE CIRCONDARIALE POLIZIA PENITENZIARIA AGENTE

Per oltre vent’anni, un agente della polizia penitenziaria di 63 anni ha trasformato la sua casa in una prigione per la moglie e le due figlie, costringendole a subire vessazioni, percosse e minacce. L’uomo è stato condannato a quattro anni di reclusione per maltrattamenti, lesioni e sequestro di persona. La sentenza è arrivata al termine del rito abbreviato, dopo che la moglie e le figlie hanno trovato la forza di denunciare.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Roma, l’uomo imponeva un sistema familiare basato sulla violenza e sul controllo assoluto. I referti medici hanno documentato ventisette giorni di prognosi per le percosse subite dalla moglie in soli due mesi. Oltre alla violenza fisica, la donna era costretta a consegnare il proprio stipendio al marito, senza poter decidere come spenderlo, e lui voleva anche vendere la sua casa per tenere il ricavato. La vittima veniva isolata, con il marito che le distruggeva i cellulari per impedirle di chiedere aiuto e, in diverse occasioni, l’ha chiusa in casa per interi pomeriggi.

Nemmeno il primo allontanamento dell’uomo da casa aveva fermato le minacce. L’imputato si era ripresentato sotto l’abitazione delle donne, dichiarando che avrebbe ucciso le figlie se la moglie non avesse continuato ad avere rapporti con lui. Il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco aveva chiesto una pena di otto anni, ma il giudice ha stabilito la condanna a quattro anni.

Fonte: Il Messaggero

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