A Roma i riscaldamenti partiranno dal 15 novembre 2025 e si spegneranno l’8 aprile 2026. L’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Gualtieri posticipa l’avvio di due settimane rispetto al calendario nazionale della fascia climatica D e, allo stesso tempo, riduce le ore giornaliere. Dunque, i termosifoni potranno restare accesi per massimo 10 ore al giorno, nella fascia 5:00–23:00, con temperatura massima di 19°C (tolleranza +2°C) per abitazioni, uffici e negozi. Per i capannoni e le attività produttive il limite scende a 17°C (+2°C). La misura, sottolinea il Campidoglio, serve sia a contenere i consumi sia a migliorare la qualità dell’aria in città.
Nel dettaglio, l’accensione termosifoni è consentita con programmi condominiali flessibili, ma sempre entro il tetto delle 10 ore complessive al giorno. Inoltre, resta vietato superare i limiti di temperatura nei locali serviti da impianti centralizzati o autonomi alimentati a combustibili fossili. Fanno eccezione, per motivi sanitari o funzionali, ospedali, Rsa, nidi e materne, oltre a piscine e saune, sedi diplomatiche non in condominio e impianti industriali con esigenze tecnologiche particolari. In caso di ondate di freddo eccezionali, il Comune potrà disporre ulteriori finestre straordinarie; viceversa, con clima mite, potrà invitare a ridurre gli orari. Per i condomìni, è consigliato concordare per tempo i programmi di esercizio con l’amministratore, verificare la manutenzione della caldaia e il corretto bilanciamento dei radiatori: piccoli accorgimenti che, infatti, riducono costi e emissioni.
Un capitolo a parte riguarda le pompe di calore elettriche, che non rientrano nei limiti orari perché non usano combustibili fossili e garantiscono maggiore efficienza, soprattutto se abbinate al fotovoltaico. Per i cittadini, la bussola è semplice: 15 novembre–8 aprile, 10 ore al giorno, 19°C negli ambienti.
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